Passerà alla storia come il colpo più duro inferto a un’azienda Usa.
La vittima è Equifax, l’ente che raccoglie i dati sulle abitudini dei
consumatori è stata violata a metà maggio, ma si sa solo adesso..

i pirati informatici sono la piaga del nostro tempo. Rubano numeri di carte di credito, creano virus per prendere il controllo dei nostri computer, clonano le nostre pagine Facebook e chi ne ha più ne metta. Ormai siamo abituati ad adottare tutte le precauzioni possibili per tenerci al sicuro, ma noi rappresentiamo solo le briciole. Fatta eccezione per chi è particolarmente ricco o è un personaggio pubblico, nessun pirata si sognerebbe di sferrare un attacco volontario contro di noi “comuni mortali”. Per i criminali, gli obiettivi sui quali concentrare sforzi e denaro (perché teniamo presente che creare un virus o un ransomware richiede tempo e soldi) sono tutte quelle aziende o enti che permettono, con un solo colpo da maestro, di ottenere il massimo risultato possibile,
l’attacco a equifax
L’ultimo campo di battaglia degli hacker è stato il mega database di Equifax, un’azienda a stelle e strisce che si occupa di raccogliere i dati sull’affidabilità dei consumatori e sulle loro abitudini. A questa società si affidano per esempio le banche o gli istituti di credito per capire se una persona è affidabile o meno per ricevere un prestito. Si tratta quindi di un’agenzia che riveste un ruolo importante e che, per forza di cose, detiene dati preziosissimi. Insomma, se i pirati fossero dei moscerini, i dati di Equifax potrebbero essere paragonati a un gigantesco camion di miele. Proprio su questo colossale camion di miele, una squadra di pirati è riuscita a fiondarsi violando tutti i livelli di protezione che un simile tesoro può avere.
Una miniera di dati
Al momento non ci è dato sapere come hanno agito i cyber criminali, se dall’esterno o dall’interno e con quali strumenti. Sta di fatto che gli esperti di sicurezza di Equifax si sono accorti che c’era un’intrusione lo scorso 29 luglio. In realtà, però, i pirati si erano intrufolati nel database a metà maggio. Quindi, per più di due mesi hanno avuto accesso a una massa sterminata di dati e nessuno se n’è accorto. L’amministratore delegato di Equifax, Rick Smith, ha rilasciato una dichiarazione pubblica che possiamo guardare QUI In questo comunicato si può notare la voce provata e l’aspetto teso del dirigente nell’ammettere quanto accaduto. è molto grave che i pirati abbiano avuto il tempo di frugare in una tale mole di dati. In realtà non sappiamo esattamente cosa hanno preso e cosa no. Di fatto però i criminali avrebbero arraffato i dati anagrafici di 143 milioni di cittadini USA e di un numero imprecisato di cittadini australiani e britannici. Si parla anche del furto di 209.000 numeri di carte di credito di americani e di molti documenti contenenti informazioni personali di altri 182.000 consumatori residenti negli Stati Uniti. La vicenda è ora in mano a una società di sicurezza privata che sta cercando di far luce sulle dinamiche dell’attacco.
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